Stralci dal diario di EDO il navigante

Sab, 27/10/2012 - 12:10

Volentieri pubblichiamo alcuni stralci dal diario di EDO (catamaranza) che da qualche tempo è in viaggio per raggiungere l'India. In particolare la lunga traversata oceanica e le dificoltà e le esperienze incontrate nella navigazione.  Lo attendiamo al suo rientro, previsto nel febbraio 2013, per avere da lui il racconto completo di questa meravigliosa avventura ma nel frattempo, gustatevi e commentate questi bellissimi racconti.

 

Dal diario di Edo Ramanand ...

Le Vanuatu sono dei paradisi vulcanici dove sono stati segnalati casi di cannibalismo fino alla fine degli anni 60.

In realta' oggi sono ben lungi da quest'immagine e anzi gli indigeni sono molto ospitali e sorridono tutti e sempre. E son lenti e tranquilli. Maledettamente per chi e' catapultato da Brisbane come me.

Alcune isole hanno contatti rarissimi con il resto del mondo e in effetti questa vita e' cosi distante dalla nostra che le barche dei pochi crocieristi vengono viste come astronavi spaziali e solo dopo esserti presentato al capovillaggio hai il permesso di girare, perennemente circondato da un sacco di bambini sorridenti.

Io purtroppo ho avuto pochi giorni x visitarle perche' la priorita' era partire ma quand'e' successo mi son chiesto se era davvero questo che volevo.....

Giorni di lavoro, ultime compere refuel del gasolio poi dopo basta, semplicemente niente tutto.

Se non acqua.

Tra l'altro solo salata.

Che tutto questo non avesse tregua ho avuto modo di realizzarlo poi, quando una volta usciti in mare aperto l'onda si e' fatta dannatamente insidiosa (si dice onda lunga) determinando su me e giorgio in particolare quel noto effetto chiamato mal di mare.

Ad un certo punto ho desiderato come se di + importante non esistesse altro nella vita che trovarmi in un luogo fermo.

E poi, subito dopo quando ho capito che non c'era scampo, e' stato li che ho compreso che di fronte a me per giorni interi non ci sarebbe stato altro che acqua e che anche volendo non si poteva tornare indietro.

Si dice che il mal di mare e' quel malessere in cui in un primo momento si vorrebbe solo morire.

Ma il peggio viene quando realizzi che non morirai.

Mi ha preso come una sorta di disperazione xche' non c'era altra via che affrontare quella tortura.

Come un battesimo, una sorta di rito di iniziazione, di purificazione dove il mare mi stava dicendo "hei fratello: ricordi quando leggevi nel confort del tuo salotto i libri di chi ha visto posti stupendi, chi e' andato x mare e guardavi le foto di paradisi sognati e lontani?"

Paccottiglia romantica da bibliotecomani.

Qui c'e' un'altra realta' fatta di nausea, stanchezza, freddo, sofferenza, umidita' e inappetenza qui si muove tutto e non ti fara' dormire, qui sei tu e basta.

Ecco x noi mediterranei forse finche' non si ha di fronte la prospettiva di una traversata oceanica tutto potrebbe semplicemente rimanere una gitarella in barca, una scampagnata tra amici rovinata dall'onda lunga.

Per fortuna per me e' stata molto piu' semplice che non x giorgio il quale ora e' giu' in cabina a riposare, come Saverio, il capitano, mentre io qui fuori al turno di guardia.

Dunque almeno potevo avvantaggiarmi di tanti anni di letture in salotto, della teoria che in 'ste situazioni pone fondamenti molto semplici: mangiare cmq, magari poco ma buttare giu' qualcosa.

Magari avendo qualcosa da fare x distrarsi.

Quindi mi son proposto x far da mangiare i pizzoccheri e insegnare a questi selvaggi friulani l'eleganza raffinata ma contadina (visto come te li condisco) di un piatto semplice ma gustoso.

Tutti abbiamo mangiato chi piu, chi meno, anche se la sola idea mi ributtava, ma sorridevo perche' "gli scout ridono e cantano nelle difficolta'" evitando accuratamente l'argomento cibo.

In effetti i benefici post digestione non hanno tardato a manifestarsi.

(ma nel mio caso ci son voluti 4 lughissimi giorni prima di considerarmi fuori pericolo).

Proprio ora Giorgio e' sbucato da sotto il tambuccio e si e' liberato un po'.

Io se dio vuole sto cmq meglio e anche vedendo le sue reazioni non ho subito l'effetto contagio.

Ah giusto una nota di colore: stamane prima della partenza sono andato in testa d'albero (17mt) x un checkup generale e naturalmente ho fatto qualche foto.

Quando sono sceso ero cosi' esaltato che ho esclamato "peccato che 'sta barca non sia un bialbero!!".


 

17 GIUGNO,  domenica

Secondo giorno di navigazione.

Stanotte ho fatto il mio turno di guardia dall'1 alle 6, anche se normalmente durano la meta'.

E la notte si sa' e' sempre tutto + misterioso.

Vedendo sto derivone grande come una barca (!) correre nella notte mi veniva in mente una pubblicita' in cui ray charles guidava nel deserto.

La sensazione non e' molto diversa: senti questo oggettone che fila sull'acqua senza avere idea di come fermarlo o forse si ma non importa perche e' come se lui corresse a prescindere da te, tu ci sei solo sopra, e nel frattempo speri che non ci sia niente che possa fermare la sua folle e cieca furia, praticamente come andare su un cavallo mentre si e' bendati.

Dall'interno la sensazione e' al contrario di lentezza.

Sembra di essere nel ventre di una signora corpulenta che procede ancheggiando con passo lento e molle specie se la barca rolla parecchio e se l'onda viene da poppa ci si sente sollevati e riadagiati da una parte all'altra e si e' obbligati a camminare tenendosi sempre.

Tutto diventa comico mangiando, meno cucinando (benedetti fornelli basculanti) dove anche i gesti piu' semplici devono essere sempre fatti in sicurezza.

La sensazione di essere all'intero di un ventre e' amplificata anche dagli stessi rumori che senti, liquidi che gorgogliano accompagnati con cadenze ritmate dalle onde che raggiungono il picco quando la barca affronta male l'onda e tutti gli oggetti che ci sono a bordo sbattono e frangono creando un gran fracasso di robe che cozzano tra loro.

Il risultato finale rende inconciliabile il sonno perche' il malcapitato deve tenersi puntellato mentre riposa.

L'ideale x me che non riesco a dormire anche solo con un rubinetto che perde... in confronto il pernottamento improvvisato all'aeroporto di brisbane e' stato come concedersi una notte al grand hotel...

Ma in fondo, forse come in tutto, ho visto che si tratta di prendere solo le misure e familiarizzare con un mondo nuovo, poi tutto assume una sua consuetudine anche se l'inizio e' stato davvero duro.

Due giorni fa' e' saltato a bordo un pesce volante, non ho capito come mai cosi' disdegnato dai crocieristi (secondo me con un po' di maionese e' buonissimo).

L'altro giorno abbiamo pescato un barracuda di 1 metro e mezzo e, forse per me che non ci sono abituato, e' stato penoso assisterne al travaglio. C'era uno squalo che continuava a girarci intorno x soffiarcelo ma alla fine ce lo siamo aggiudicati noi.

Di notte si vede il luccichio del plancton, come fossero un sacco di lucciole nel frangere dell'acqua spostata dalla barca e in questi mari cosi' aperti come il pacifico lo spettacolo e' ancora + sorprendente.

E le stelle, se ne vedono in una quantita' insospettabile.

E i tramonti e le albe.

Tutti momenti in cui pensi a chi hai lasciato e che vorresti in qualche modo condividere piu' o meno consapevolmente come sto facendo con questa lettera.

------

Si dice che l'uomo sia fatto al 70% o giu' di li di acqua.

Dopo 15 giorni di navigazione in mare aperto non si ha problemi a credere che le percentuali siano identiche x tutto.

I vestiti sono intrisi di acqua, specie quando piove.

Eppure chi e' di guardia (me compreso), ha sempre l'eccentrica convinzione che usando la cerata in qualche modo si riescano a minimizzare gli effetti.

Vanamente.

Perche' rientrando in cuccetta il cuscino e le lenzuola sono impregnate di umidita'.

L'asciugamano che e' proprio l'ultimo baluardo, quello che dovrebbe salvaguardarti o nello specifico asciugarti e' umido.

Tutto in barca rimane costantemente, irremediabilmente e ostinatamente umido.

Puoi fargli prendere quanto sole vuoi, puoi tenere aperto il tambuccio per arieggiare, puoi isolare con tutti i sacchetti di plastica che hai.

Ma non c'e' verso.

Tutto e' denso, rappreso, pervaso o condensato in una massa di umidita'.

Che contemplata dal pozzetto mi lascia sempre sorpreso.

Qualche giorno fa in particolare, dopo l'ennesima perturbazione nell'oceano pacifico, siamo rimasti fuori tutto il tempo a vedere le onde rincorrersi.

Non sono minacciose, sono collinette di pochi metri di altezza sufficienti ad inghiottire la barca ma magicamente lo scafo sale, quasi impercettibilmente, sempre piu' in alto fino alla sommita' dell'onda per poi lasciarsi cadere nuovamente nel cavo di una nuova.

Si rimarrebbe ore a contemplare l'orizzonte che scompare superato da un muro d'acqua mobile x riapparire poi sconfinato, lontano e se mi e' permessa tanta poesia, infinito.

Ora dopo tanti giorni e 1600 miglia il

pacifico e' finito e siamo nel mar dei coralli x navigare tra reef e isolette.

Ieri ci siamo fermati x fare delle riprese in una barriera corallina che a me e' sembrata fantastica anche se

Giorgio dice che nel mar rosso sono piu belle.

E stasera, come in un sogno, sono arrivati 3 delfini a giocare a prua.

Ci hanno accompagnato x 5 minuti tra salti e piroette poi sono svaniti verso il fondo ma non avrei potuto esprimere un desiderio piu' bello.


 

23 GIUGNO, sabato

Beh, si potrebbe dire che a fare i velisti cosi son buoni tutti.

Il turno di guardia di stasera non e' davvero niente de che, cmq giri il vento la cosa non ci riguarda e il pilota automatico fa tutto.

Questo perche non essendoci vento e' da stamane, fortunatamente dalla sveglia dell'equipaggio in poi, che i motori cantano allegramente.

La media cmq e' sempre quella, i canonici 5 nodi quotidiani come il pane che invece in barca, almeno su questa, non e' poi cosi' quotidiano, perche' in cucina secondo i dettami del capitano, non ci si sta + di 20 minuti.

Stasera ho cucinato della carne in umido con del riso bollito che mi ha valso lodi sperticate dello stesso capitano anche se a me realisticamente la carne non sembrava cosi' tenera e il riso era un po' scotto.

Giorgio non ha mai preferenze e sembra sempre cosi tranquillo nell'accettare a volte anche i modi un po' scorbutici del capitano.

Io invece ogni tanto qualche frecciatina non glielamandoaddi'.

Stamane mentre si sistemava la randa x sbaglio il capitano mi ha stretto un dito in una corda e io ho esclamato seccato "AHIA CAZZO!" allora dopo lui era tutto gentile e premuroso.

In ogni caso mi sono debitamente vendicato con un gavettone pomeridiano e cosi ho riportato la palla al centro.

Ora il mio solito I' turno e son qui sostanzialmente a controllare che in rotta non ci siano altre barche.

In mare.....cioe' in oceano e in una traversata ci si emoziona x poco anche solo x piccoli segnali che cmq restituiscono il gusto della stessa come quando avvicino alla costa si vedono comparire prima alcuni uccelli poi via via altre specie e poi gli insetti che al largo ovviamente latitano, sono tutti segnali che stanno a significare che dopo 15 giorni di mare, si e' in prossimita' dell'arrivo.

Io cerco di farci caso ma qui si vede ancora poco, stante la rotta.

Quando si e' al largo invece anche solo il volo di un aereo e' motivo di stupore, a maggior ragione l'incontro con un mercantile o una petroliera.

Ora che ci avviamo alla fine del pacifico x es abbiamo avvistato due navi che hanno catturato l'attenzione di tutto l'equipaggio e perfino delle riprese di Giorgio.

La vita in barca si ferma e tutti rimaniamo rapiti ad ammirare a volte anche solo delle luci in lontananza, se di notte, o delle sagome poco definite, di giorno.

La vita a bordo cambia anche con le vele abbassate perche' per esempio, si prende molto piu' sole, specie, se come oggi, fa caldo e la vita in cabina diventa meno piacevole che in coperta.

Io ho le spalle rosse e nel frattempo visto che non c'era nemmeno onda e, a proposito di abitudini, mi e' tornato un gran appetito, cucino anche + volentieri.

Domani pero' dovro' x forza usare qualche accorgimento maggiore x evitare ulteriori scottature.

Oggi mi son fatto 2 bagni di acqua di mare e la barca non si e' fermata manco x 1 minuto quindi niente tuffi in mezzo al pacifico.

Peccato mi sarebbe piaciuto ma qui il capitano ha fretta e questi sono trasferimenti, la crociera iniziera' a kupang.

Anche se dovremo fare qualche giorno di relax e rifornimenti nella barriera corallina sull'isola di Thursday nello stretto di Torres.

Il capitano ci avvince con l'idea che e' tutta esperienza ma io una barriera corallina non l'ho mai vista e tra un po' ci navighero' in mezzo...in effetti non saprei da dove cominciare e non ho la piu' pallida idea di cosa mi possa aspettare.


 

26 GIUGNO, martedì

Pomeriggio dopo pranzo.

Sono sdraiato in cuccetta, la barca continua macinando i suoi soliti 5 nodi, un bel sole.

Il gabbiano se n'e' andato ha detto giorgio che era ferito perche' l'ha visto spiccare il volo con un po' di difficolta' ma il capitano dice che e' venuto a prenderlo un altro gabbiano e sono andati via insieme.

Speriamo bene porello....

Io ho pulito di buona lena il ponte dove c'e' rimasto scagazzando x tutta la notte e poi ho fatto il solito bagno di acqua salmastra a botte di pagliolate..

Poi mi son sistemato a prendere il sole e infine ho suonato la chitarra fino a pranzo.

Ora sto valutando se poi impigrirmi e lasciarmi andare al sonno o meno che poi senno' ho paura di non dormire .

--------

Ha vinto il sonno, ora sono fuori x il mio canonico I' turno che comincio alle 21, 1 ora + tardi del normale xche' ci sono stati dei ritardi x la cena e altri x la sistemazione delle vele che sono state ridotte xche manca poco all' ingresso della passe, dove se non ho capito male la rotta da seguire dovra' essere controllata con la luce del sole dato che la profondita' diminuira' sensibilmente e c'e' il rischio di incagliarsi nei coralli.

Qui diversi hanno fatto naufragio quindi la precauzione e' appunto andare a motore tranquilli controllando la rotta col gps e a vista.

Queste zone dovrebbero essere molto belle ma fare il bagno tra i coralli puo' essere rischioso perche' i pesci piu' strani e velenosi si annidano qui ed e' anche pieno di squali stando alle carte nautiche che ha il capitano, credevo che a queste profondita' non si facessero vedere e per il primo tuffo dopo le Vanuatu mi sa che tocchera' aspettare l'isola di giovedi'.

Abbiamo la randa quasi tutta abbassata perche' senno' c'e' il rischio di arrivare troppo presto x l'alba ma io a dirti la verita' avrei tenuto l'andatura fermandomi qualche miglio prima e aspettando l'alba cosi' da non stressare l'equipaggio ma, come vogliono le regole marinare, il capitano ha sempre ragione!

C'e' una luna splendida che riverbera sul mare, i bellissimi riverberi del plancton che mi hanno amichevolmente accompagnato fino a qui stanotte si notano meno del solito ma non si puo' avere tutto.

Fa piacere arrivare in effetti forse perche' si ha come una conferma degli sforzi della traversata.

Per quel che mi riguarda forse la parte piu' avventurosa del mio viaggio, cioe' il pacifico l'ho fatta ma mai cantando troppo presto vittoria perche' se in fondo siamo sempre stati fortunati (vento e onde a favore) potrebbe anche darsi che invece la traversata fino a kupang possa avvenire in condizioni avverse, mi vengono in mente le eroiche gesta del capitano Cook o quelle di Dumas in "verso la croce del sud" e, se faccio il confronto, noi sicuramente abbiamo goduto di condizioni nettamente migliori.

Pero' credevo che in fondo il pacifico fosse un mare che nascondesse molte piu' insidie.

Ok, anche noi abbiamo avuto i nostri problemi x es. non dimentichero' mai settimana scorsa, il fotogramma della faccia del capitano al timone mentre cerca di tenere la barca in piedi mentre questa dopo un'onda affrontata male si era adagiata sull'acqua.

Prima di cena avevamo rimandato a ridurre la velatura, poi mentre mangiavamo e' arrivato un groppo improvviso. La leggerezza di una botta adrenalinica costata la rottura di qualche scotta, un po' di contusioni e una dinette da pulire.

Insomma e' vero che alla fine oggi abbiamo a disposizione tutti gli strumenti per affrontare + serenamente (mal di mare escluso) una traversata.

Il meteo arriva col web, possiamo portarci dietro medicinali per scongiurare malattie mortali e abbiamo verdure in scatola o vitamine per scongiurare lo scorbuto e mandare a benedire in un attimo le pestilenze sulle barche ai tempi di Cook, GPS e piloti automatici, gommoncini autogonfianti e boette luminose, vestiti tecnici e cordini di pochi mm in grado di tenere tonnellate di peso, ecc. Insomma le disgrazie possono sempre succedere ma adottare quel minimo di serie di precauzioni di base ci aiuta a limitare i danni stante l'inferno liquido che si agita tutt'intorno e che io non ho ancora visto perche' i 40 ruggenti li lascio a chi e' piu' esploratore di me.

Beninteso, a morire si fa sempre in tempo ma in questi giorni ho capito che le regole di buona condotta marinara contemplano sempre un piano B, C e nel caso anche D. Quando anche il D fallisce ad alcuni piace chiamarla cattiva sorte ma noi fortunatamente galleggiamo alla grande e tutto cio' non si pone.

Dunque avanti tutta.


 

29 GIUGNO, venerdì

Ciumbia come vola il tempo....pochi giorni e faccio un mese che sono in giro.

Oggi ci siamo svegliati preparando la barca x l'arrivo dei doganieri.

Docce con acqua dolce poi sistemata generale e poi, in impeccabile orario, le formalita' burocratiche di clearance.

Ovvero 2 uomini e 1 donna (la capa e non e' la I' volta che noto che qui in australia le posizioni al vertice sono occupate da donne) sono saliti a bordo x controllare barca e documenti.

Veloce sguardo alle cabine, i tre chili di polvere bianca in dispensa sono stati ampiamente ignorati, ma era solo farina.

Poi, chiamato il motoscafo a riva, se ne sono andati.

Mi ha fatto morire dal ridere quando i doganieri sono ritornati indietro..."forse han dimenticato qualcosa" ha esclamato Giorgio, mentre io pensavo gia' al peggio invece ci hanno accostato e hanno esclamato "Smile!" facendoci le foto mentre eravamo fuori aspettando il turno x far manovra x i vari rifornimenti al marina.

Queste le mettiamo su Facebook! ci ha urlato un ufficiale ridendo.

Poi siamo scesi io ho pensato alla logistica dei rifornimenti (documenti al marina) alla lavanderia e alla spesa insieme al capitano in giro x l'isola che alla fine non e' mica cosi' piccina, anche se, praticamente, disabitata.

I pochi che si vedono, qui son tutti come michael franti, alti, con i dread (doganieri inclusi), neri, armati di infradito, gran bevitori di birra e con quell'aria molto tropical che li rende easy goin' e beatamente tranquilli.

Le donne un po' chiatte, alla mama-africa, dall'aria maori pure loro, come del resto gli uomini.

Poi ci sono un po' di bianchi sparuti evidentemente emigrati.

Dopo un giorno in giro per l'isola le gente ti ricosce e ci si saluta. Simpatici e carini.

E precisi come solo gli australiani sanno essere perche' qui, bianchi o neri, son tutti dello stesso paese, che solo a prima vista e' un po' cugino degli americani.

Qui una soluzione la si trova sempre ma solo se filtrata dall'aria tropical ed informale. Gia' Brisbane e' un'altra Australia.

In compenso l'acqua al super costa 6,60 $ al litro, il tabacco 40 $ ma io mi son concesso un pacchetto di winfield con tanto di sconto (vedi che trovano sempre una soluzione) da 25 sigarette x 19 e rotti $.

Se non esagero vado avanti fino a kupang con ste sizze.

Ma vediamo perche' solo oggi ne ho fumate 3.

In giro si trovano pickup ma anche utilitarie, il che li differenzia dagli americani che sono sempre extralarge in tutto.

Purtroppo l'acqua del golfo x quanto sia bella e' poco raccomandata x tuffi o immersioni xche' ci hanno avvisato che e' infestata da coccodrilli e squali anche se io non ho visto nulla di cio'.

C'e' un ristorantino di pessima qualita' molto affascinante vicino alla lavanderia che mi ha dato l'impressione di bettola piena di alcoolizzati.

Come si conviene all'ambiente marinaresco speriamo di completare l'esperienza marinara con una bella sbornia, donnaccie di mala borgata e un occhio nero.

In tal caso qui ci sarebbero piu' pub che clienti, forse xche' adesso siamo in bassa stagione.

Tra le varie faccende oggi la parte abitata dell'isola l'ho vista tutta facendo conoscenza con un po' di locali.

Domani vorrei trovare un internet wifi ma qui in barca si dipende dal resto dell'equipaggio e dagli ordini del capitano dunque si vedra'.

La temperatura e' perfetta, calda di giorno fresca di notte e da quando sono partito comincio a vedere barche di crocieristi tutte con il loro tender al seguito.

E' strano a notarsi ma la famosa piacevole sensazione di avvistare la rassicurante terra non sono mica riuscito a provarla, forse perche' arrivando stamane presto (verso le 3)  ero cosi addormentato che pensavo solo a dormire.

Stanotte mentre viaggiavamo a motore ad un certo punto questo si e' rotto e ci siamo allarmati un po' perche' navigare tra i reef a vela di notte puo' voler dire naufragare.

Ma alzare le vele era necessario senno' senza motore la barca diventa ingovernabile.

Poi mentre io controllavo la rotta sul GPS compulsivamente x via dei bassi fondali e dei reef nascosti, giorgio e saverio sono finalmente riusciti a risolvere e tutto e' rientrato nella norma.

Ora devo dormire che sono davvero stanco quindi chiudo qui questa pagina di diario.

Stanotte si dorme all'ancora con le lenzuola asciutte e pulite.

Cosa vuoi di piu'?


 

6 LUGLIO, venerdì

Secondo me le barche son fatte col culo.

Nel senso che son proprio pensate male.

Beh non sono l'unico a credere che i grilli, gli snodi, i bozzelli e tutta 'sta ferramenta varia sia un insieme di pericolosissimi strumenti di tortura noti solo nel medioevo per estirpare il diavolo agli eretici ma e' proprio tutto nel suo complesso che metterei in discussione.

Tutto e' nato osservando una notte il timone.

Piu' di una volta muovendomi in pozzetto ho notato che la ruota di governo del timone da' solo un gran fastidio, non solo agli aperitivi che com'e' noto sono la ragione principale del diportismo, ma alla logistica pratica dello spazio a disposizione.

Non capisco perche' i bolidi da F1 che vanno sparati a 300 km/h debbano avere dei semplici volanti da 30 cm di diametro mentre in barca il timone che si usa x ...direi il 2% del tempo al max., xche' x tutto il resto del tempo governa l'autopilota, si debbano avere timoni tanto ingombranti. Sulle barche dei sihnori, due perfino!

La coperta, almeno nel caso della coldstream e' disseminata di spigoli metallici che fanno la gioia di qualunque ortopedico ma soprattutto dei winch che piu' malconcepiti di cosi non credo possano esistere. Ora io chiedo: non basterebbe avere tutte le manovre coperte da delle canaline che arrivano ad 1 solo winch bloccate da una linea di stopper invece che aver la barca che sembra un cimitero di lapidi nere?

Mi si puo' obiettare che ogni winch ha una sua collocazione precisa ma potrei rispondere giusto a titolo di esempio che da 1 mese a questa parte (cioe' da quando sono qui) che il carrello del fiocco non e' mai stato spostato di un solo mm.

A che serve avere un binario lungo 3 metri che al diportista crea quotidiane fratture o seccature se poi si usa 1 volta a decennio?

Manco a parlarne del carrello della randa....occupa uno spazio immenso considerato il suo utilizzo. Meglio sarebbe eliminarlo a favore del tavolino, perche' no, a scomparsa, per gli aperitivi di cui sopra.

E se questa puo' sembrare una provocazione bisognerebbe riflettere su quante volte e' mai capitato di maneggiare un trasto di randa e quante altre invece si e' maledetta l'onda bastarda che ha fatto cadere il bicchiere di vino.

E poi se devo sacrificare 2 metri quadrati di ruota di timone su un pozzetto da 6 perche' non sfruttarli piu' saggiamente per una poltroncina di comando comoda con tutti gli strumenti raccolti in un cruscotto invece che disseminati in pozzetto (se non si e' mai visto il tachimetro di un automobile dove c'e' il pedale dell'accelleratore forse e' il caso di chiedersi come mai) magari con un bel monitor come sugli aerei che mostra rotta e tutte le altre informazioni e perfino qualche film?

Invece no, sulle barche da diporto il cruscotto non c'e' ma in compenso ci sono un sacco di indicatori, spie, segnalatori dispersi fino al gavone di prua o nei luoghi piu' fantasiosi invece che nell'unico posto possibile.

E poi non si capisce perche' x governare la barca quando piove uno debba per forza stare in quel marasma di forze della natura che si scatenano invece che in un luogo comodo, asciutto e caldo servendosi magari un the', come che ne so....sul tavolo di carteggio con un bel piroscopo o come di chiama quello che c'e' nei sottomarini, eppure li c'e' ma sulle barche da diporto no, perche' senno' come si fa a "sentire il vento....."

Vuoi stare fuori e in alto perche hai la sindrome di pinocchio? Basta una poltrona cabinata esterna in pozzetto.

Okkei togliere le cime non si puo' ma perche' non nasconderle almeno invece di incianpare?

E in quanto agli spigoli ci vuole il genio della lampada per chiedere di eliminarli?

Basta fare un giro su qualunque coperta x avvistarne in quantita' sufficienti e senza giustificata ragione senza che siano segnalati o in qualche modo protetti +o- come i rollbar delle macchine ameregane?

Come si fa col nastro adesivo per evitare che le vele possano graffiarsi non si possono avere le stesse avvertenze x le contusioni del diportista?

No perche' la vita del marinaio e' dura?!

Spalle rubate agli scali portuali: basta 1 giorno di incidente sul lavoro x far cambiare idea anche al diportista piu' fighetto e tradizionalista.

Poi mi vengono a parlare di barche "marine"....quando ho fatto liuteria sentivo musicisti che mi parlavano di anima del legno....non siamo molto distanti!


 

9 LUGLIO, lunedì

Sciallo vero.

Fosse sempre cosi!

Ora mi trovo al lavalon cafe' a sorseggiarmi la classica bintang, birra locale e must alcoolico di Kupang, un vizio x stranieri visto che questo paese e' a maggioranza mussulmana, con la differenza che le donne sono tuttaltro che castigate e gli alcoolici sono ampiamente disponibili specie x le tasche di noi occidentali.

Che veniamo trattati sempre con i guanti di velluto e molta gentilezza.

Questa sera passeggiando x il centro sono stato ripetutamente invitato ad un tavolo di ragazzi che avendo avuto pochi contatti con gli stranieri consideravano un onore avermi tra loro.

Foto e flash si sono sprecati (io vengo malissimo in foto ma tant'e') quindi dopo ripetuti approcci ho dovuto cedere alle lusinghe di Alfredo.

Qui molti si chiamano con nomi esattamente italiani come anna, franco e via dicendo, prima ho perfino fatto un giro in un cimitero cattolico e sembrava quasi di essere nel si' tanto nobile paese natio.

Alfredo a titolo di piacere mi ha offerto una giornata per scarrozzarmi in giro x l'isola a vedere laghi, spiagge e tutte le altre attrazioni locali di ho gia' avuto modo di sapere sfogliando wikitravel che uso in sostituzione della lonely planet.

Ma torniamo a noi, il lavalon e' un bed & breakfast molto economico abitato dai soliti stranieri che vanno sempre nei soliti posti quando viaggiano e si incontrano nei luoghi convenuti come fossero api sul miele solo perche' spesso sono indicati dalla lonely planet.

In realta' mi e' stato suggerito dal Nappa, omino minuto e gentile e agente locale cui si e' rivolto il mio capitano per il cruising permit, o CAIT", x l'indonesia, cui si rivolgono cmq tutti i crocieristi che fanno scalo a Kupang, perche' indicato dai vari portolani dell'oceano indiano.

In effetti ieri, quando siamo usciti a cena con lui, e' venuto fuori che aveva gia' servito anche Adriatica, la barca della susy blady e di patrizio roversi che si era fermata qui come tutti quelli che fanno questa rotta.

Il contatto mi puo' tornare utile x cercare altri passaggi (ps in effetti grazie al Nappa, trovero' Mike, simpatico 50enne australiano che mi dara' uno strappo fino a Bali, grazie al mio CAIT).

Il bed&breakfast e' convenzionato con questo caffe' con splendida vista a picco sulla spiaggia, wifi libero e prezzi, ovviamente, piu alti degli standard indonesiani dove stasera x viziarmi, oltre alla birra mi son concesso una telefonata a casa, innumerevoli sigarette e diverse mail tra cui la presente.

Ma non solo, oggi mi sono fatto due e ripeto, ben DUE, bagni di acqua dolce e il lavaggio di praticamente tutti i vestiti consumati in questo mese di traversate.

Evito la descrizione del colore dell'acqua di risulta.

Abbiamo attraversato 3 fusi orari e percorso quasi 3200 miglie nautiche.

Ora mi sono congedato dalla coldstream, la barca di tante prodezze, per riservarmi di cercare dopo un po' di vacanza e relax, eventuali altri passaggi con relativi equipaggi fino a bali.

In ogni caso ho gia' diversi suggerimenti di luoghi paradisiaci da visitare tali da rendere bali una tappa accessoria.

E qualunque altro trasferimento nautico, o crociera che sia, meno attraente di un viaggio con le comodita' della terra ferma.

O forse semplicemente, per il momento, invece di fare il marinaio preferisco fare il viaggiatore.

Kupang e' un posto al quale ero preparato dal resoconto di due blogger di precedenti edizioni della sail indonesia rally.

Uno australiano e l'altro americano.

Come gli stessi bei giovanotti che mi hanno invitato ad andare a cena con loro stasera in compagnia di un paio di bellezze locali, loro amiche.

Ho cortesemente declinato l'invito essendomi gia' servito di abbondante cena scovata tra i baracchini locali piu ricchi e affollati di cultura indigena e quindi, almeno ai miei occhi, preferibili.

In effetti ho mangiato robe molto golose anche se forse, igienicamente piu' rischiose, ma spero che l'antibatterico comprato in erboristeria mieta o suoi effetti.

In india aveva funzionato quindi quale miglior banco di prova?

Kupang al confronto e' solo dolcemente asiatica, piena di gatti, di motorette e carri strombazzanti, multicolore e multiodore come l'asia sa sempre essere comunque senza deludere e senza conpromessi.

Ora, chiedo venia, ma la birra e' finita e io mi sento spossatino quindi mi limito a questa pagina di diario con la promessa di riaggiornarlo in futuro.

 

AllegatoDimensione
stralci_dal_diario_di_edo.pdf228.24 KB